martedì 25 maggio 2010

Quelli con le chiavi..

E riflettevo, e quindi pensieri sparsi sul fatto che i nostri primi carcerieri siamo noi stessi con le nostre paranoie ora ma con i nostri falsi bisogni prima. Riflettevo a quanti vedo al sabato in fila al supermercato e prima in fila in macchina su strade che a forza di percorrerle tutti quanti insieme e tutti nella stessa direzione abbiamo deciso di succhiare alla Terra il catrame per renderle più trafficabili. Più trafficabili. Più trafficabili. Per andar tutti negli stessi posti, agli stessi orari, per i nostri bisogni che sono diventati i nostri primi e improvvisati aguzzini. I carcerieri del Nostro Tempo. Ma poi non bastava e finiva che qualcuno invece di comprare la merendina finiva che magari prendeva e faceva due fette di pane con una di prosciutto. E quindi giù pesante con quello che potevamo essere e non eravamo col nostro stile di vita che non era Quello Stile di Vita che tutti dovremmo volere. E quindi saremo adeguati? Ed io sarò adeguato? E mia figlia sarà adeguata? Non si sentirà diversa, estraniata e tutte quelle cose brutte che magari nei primi anni 70 capitava anche a me di sentire? Magari. E allora giù a testa bassa a consumare, a comprare, a cercare, a trovare, e poi cercare ancora. Ognuno con le proprie Paranoie. Almeno un paio ciascuno. Che una ci spinge il carrello e una ci indica il prodotto della felicità. Che una ci tiene il bancomat e una fa il giro dell'isolato per cercare parcheggio. Che usare il mezzo pubblico proprio no. Proprio non è Quello Stile di Vita.

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