lunedì 26 settembre 2011

Il Vento..

Quando succede che cambia il vento? Quando succede che quella che era una fievole luce diventa la notte che ormai è tardi? Quella che sei troppo lontano da casa? Quando accade che quelle che erano le tue caratteristiche, le cose che ti facevano migliore, diverso, diventano difetti? Quando una peculiarità diventa difetto? Il cambiamento si può certo pensare avvenga nell'occhio di chi guarda. Lo spettatore. Ma lo spettatore, l'uomo, non è repentino nel cambio di umore. E' graduale, progressivo. Allora il cambiamento, la genesi del difetto, è prima. Prima dell'evento. Prima. L'uomo è come nave; difficile da far partire e lenta a fermarsi. Lenta a mutare direzione. Cosa allora condiziona l'occhio altrui, dello spettatore. Forse allora l'umore. Quell'aria, quell'ambiente in cui avvengono i fatti e nascono le sensazioni. Che forse se non favorevole, se non sorridente, genera mostri. Forse è lì la madre del difetto. Quanti errori allora si coprono, si celano, del manto del sorriso.. e quanti invece sono tristemente illuminati scivolando scoperti lungo la collina del pregiudizio, dell' "ormai tanto lo so", del "vedi?". Il padre certo siamo noi. Sono io. Sei tu.

martedì 6 settembre 2011

Domande..

C'è da farsi delle domande. C'è da chiedersi se forse non ci siano troppe recinzioni. Se quello che è dentro debba per forza esser migliore di quello che resta fuori. C'è da chiedersi se poi queste recinzioni basteranno. Inoltre mi interrogherei sulle regole e la loro applicazione. Se non sia più efficace un sistema che faccia perno sulla cultura. Se non sia strada più premiante quella che passa per la scuola e l'insegnamento. Se non sia più efficace "scegliere" di non infrangere piuttosto che "temere" di farlo. Inoltre mi interrogherei se non sia arrivato il momento di vedere che non siamo pile alla Matrix, utili solo per produrre ed alimentare, ma anche esseri senzienti e dotati di spirito critico. Come quella madre che davanti a una bottiglietta da 50 cl di acqua a 2 euro sceglie e chiede alla figlia se può resistere fino alla fontanella o fino a casa. E lo fa davanti all'ambulante. Tra l'ammirazione dei passanti. Passanti, non pile. Lo fa davanti all'ambulante.. che nell'epoca del boom economico (drogato), di soltanto pochi anni fa, era vergogna.. che non ti far vedere che ti porti il panino da casa.. Semplicemente non abbiamo bisogno di un cellulare nuovo ogni anno. Non abbiamo bisogno di arrivare con l'auto fin sotto al cinema. Non abbiamo bisogno di acqua ghiacciata - che poi riscaldiamo, che fa male. Forse invece abbiano bisogno di fare un passo indietro e riconsiderare. Ma farlo scegliendo di farlo, e non perchè costretti da crisi o eventi. Perchè lì sarebbe la crescita - checchè se ne dica.