domenica 23 ottobre 2011

L'onestà e la povera gente..


In verità tutti i giorni ci è data la possibilità di essere migliori. In verità questa possibilità non sempre è ai più visibile. Ma quelli che la vedono secondo me dovrebbero sfruttarla. Anche solo per non comportarsi come il gregge.  Anche solo per farsi correre dietro dal cane pastore. Alle volte capita di avere la possibilità di fare cose, di tenere comportamenti onesti, semplicemente corretti, in un mondo in cui troppi non lo farebbero. In cui i più non lo farebbero. In un mondo in cui in cui quelli che non vi sono per loro natura portati spesso sono scesi a compromessi fino a formulare pensieri tipo “ma chi me lo fa fare?” “ e poi non fanno tutti così?”. Si badi che pensieri di questo tipo sono certo umani e ci stanno tutti . Ma se puoi non averli o peggio ti costringi a pensarli allora il problema c’è eccome. C’è perchè allora tu non sei così ed il mondo intorno a te seppur così non è detto che sia il migliore possibile, o che non si possa cambiare. Anche solo cambiare il tuo di mondo. Anche solo cambiare tu. E penso a quelli che trovano borse di soldi e li consegnano al proprietario. Penso a quelli che si sbattono per far quadrare i conti su una dichiarazione dei redditi. Vera. Penso a quelli che si alzano alle sei per essere puntuali a lavoro perché mio padre faceva così e mio nonno faceva così e non erano le persone peggiori del mondo. E non mi convincerete mai che erano le più fregnone. Penso che alla fine vai di là e ti guardi il figlio, la figlia, il cane o la pianta e gli vuoi regalare il ricordo di una persona migliore di tanti, troppi, altri. E la cosa che ti brucia dentro, e ti fa mangiare in testa a tutto ‘sto mondo de furbi, è proprio il pensiero, la consapevolezza, che quanto si starebbe bene se tutti o anche solo la maggioranza la pensasse così. O avesse il coraggio di comportarsi come la pensa. Difficile credere che un paese repressivo sia un bel paese. Difficile credere che lo sia soprattutto un paese che sceglie di esserlo lì, e solo lì, dove è più facile. Dove la povera gente non ha i mezzi o la conoscenza per poter opporsi. Dove a volte si paga perché qualunque altra strada sarebbe più costosa. Difficile non pensare che questo sia fino a che uno può produrre e pagare, dopo di che si passa ad altro. Dopo di che finisci nell’ombra dove a nessuno importa di te. Se non agli altri che nell’ombra già vi erano. E a quelli che non hanno mai pagato, ricchi premi e cotillons. E a quelli che ancora posson pagare, veline e calcio a volontà. Si può e si dovrebbe  riflettere però sul fatto che spesso, molto spesso, proprio quella spinta ad esser migliori, quella importanza data a valori fondanti per la nostra cultura, alla fine si ritrovano dove il sole non batte più da tempo. Che l’onesta alla fine abbia deciso che tra la povera gente in fondo si stia meglio?  

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