giovedì 3 novembre 2011

Acchiapparella contro Carte Gioco..

Acchiapparella contro Carte Gioco. Neanche due punti di vista diversi. Tantomeno due diverse scuole di pensiero. Più due stati della mente. Uno in cui, in piena libertà (per quanto concesso dalle meravigliose e funzionali infrastrutture di cui ai giorni nostri le cittadine si dotano), decidi che in un dato momento per un dato periodo di tempo puoi regalarti lo sforzo di allungarti, di provarci, di tentare di prendere l'amico..anche solo di toccarlo. Si badi qualunque direzione questo decida di prendere. Qualsivoglia pensiero o inventiva questo decida di investire nel gioco.. tu dietro.. tu lo acchiappi o non lo acchiappi. Lo prendi o non lo prendi. Cambia lo stato ma non cambia nulla. Lui sarà sempre il tuo compagno di classe e allo stesso tempo il fuggitivo. Tutto e il contrario di tutto. E in mezzo la storia, la narrazione.. tu sei il principe e lui il ladro dei gioielli della corona.. tu sei un drago che sputa fiamme e lui un cavaliere errante.. Facile dire che c'è la fantasia, c'è l'azione, c'è l'attività fisica. Facile ma vero. Ma soprattutto c'è quello che non c'è nei duemila diversi tipi di Carte Gioco in vendita oggi. C'è la storia che non c'è. C'è che se lui scarta all'improvviso tu finisci lungo per terra. C'è che lui lo può fare e non è stretto detto gli angusti limiti di un numero X di potere in attacco o uno Y di potere in difesa. Perchè il suo X e il suo Y dipendono da quanto c'ha voglia di farsi prendere, da quanto è riposato, ed in ultima analisi se ha già fatto o meno merenda. La storia è tutta da scrivere e la Fantasia è chiamata a farlo. Una Carta Gioco ha la storia scritta dentro o poco fuori, e la Fantasia al massimo sta nel trovare il modo di farsene comprare altre.

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