martedì 8 novembre 2011

Il prezzo del biglietto..

Che cada o che non cada questo governo, che i topi abbandonino la nave o affondino con essa, su  tutto una domanda: quanto ci è costato? Ma non in termini di soldi in investimenti sbagliati, in condoni facili, in opere faraoniche poi gettate alle ortiche per esigenze di visibilità internazionale. Quanto ci è costato disinteressarci di politica, del destino del nostro paese, dell'ambiente in cui viviamo. Quando veniva istituito un sistema elettorale dove io voto una "corrente di pensiero" all'interno della quale mi posso trovare ministro una ex soubrette, dove comunque io regalo carta bianca al capo di turno sulla scelta (e quindi l'investimento in soldi, benefits, e assicurazioni sanitarie varie) delle persone che siederanno nei rami del Parlamento dove eravamo? Il Parlamento dove vanno gli eletti. Cioè gli scelti durante una elezione e non da chi ha fondato una  "corrente di pensiero". Quanto pagheremo il fatto che 'sto sistema permetterà il sopravvivere -per chissà quanto- di parassiti e parassitismi. Il sopravvivere di favori e privilegi che fanno tanto a botte con la realtà di un paese nel fango (a proposito non ho visto lor signori indossare galosce ultimamente..); che pure i tedeschi ed i francesi da un rapido confronto con i "loro" costi dello Stato han chiesto ad altri di finanziare il tombino che siamo diventati. Pure otturato. E' tutto lì il problema. Se tu vuoi che chi prende le decisioni non ne risponda, se chi riporta le notizie non abbia la libertà di farlo o la convenienza a farlo (o peggio l'abbia a non farlo) ti stai concedendo il lusso di abitare nel Paese dei Balocchi. Ci si fa pure una gita ogni tanto al parco giochi con la famiglia, ti costa un pò ma è un'esperienza. Ma mi mica ci eleggi domicilio, perchè lo sai che non è la realtà e perchè pagare il biglietto tutti i giorni ti costerebbe troppo. Ecco, noi invece abbiamo scelto di farlo e il nostro biglietto si chiama oggi tassi di interesse troppo alti, ieri più costi per meno servizi, e comunque sempre impoverimento culturale.. che non ti si svegli mai il cervello e ti renda conto che hai scelto una residenza che non ti puoi permettere. Che forse manco ti vorresti permettere, visto che la Jacuzzi non sta in casa tua ma in caso di chi gestisce i tuoi sacrifici. Ecco, la domanda è: quanto ci costerà l'esser diventati ignoranti? Quanto l'esser diventati pigri, fisicamente (quando c'era da scendere in piazza e pacificamente riempire le città per far "vedere" il voto che non avrebbero avuto più) e mentalmente (quando c'era da leggere un giornale e soprattutto da usare internet non solo per dire "mi piace" e l'oroscopo del giorno ma anche per "cercare la notizia" e "farsi un pensiero proprio")? Sveglia! Il postino sta per suonare alla porta con la bolletta! E i soldi son finiti, o stanno sempre nelle solite tasche. E di sicuro non sono le nostre.

1 commento:

  1. (da Fratellone) Non c'è dubbio che il biglietto del disinteresse generale verso la politica, salatissimo, lo pagheremo a lungo. Ma non dobbiamo fermarci a combattere le ingiustizie di turno, perché dobbiamo guarire (nel nostro piccolo) il paese dalla disffezione verso la politica. Parafrasando il grande Guzzanti, consiglierei di diffondere un messaggio: "OCCUPATI DI POLITICA, PRIMA CHE LA POLITICA SI OCCUPI DI TE...!" E speriamo che serva

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