mercoledì 16 novembre 2011

La "voce" che in macchina non senti..

L'altro giorno ho bucato con la bici. E neanche sotto casa. Anzi è successo esattamente nel punto più lontano da casa di quello che doveva essere il mio giro di allenamento. Ritornando mesto ho avuto il tempo (molto) per riflettere su alcune cose. Primo: che ben nascosta la Natura è davvero tutto intorno a noi anche dentro un metropoli. Ad esempio le immagini della tragedia di Genova non sembrano più così lontane se sei andato a piedi sopra il Tevere in questi giorni. In macchina mica la senti la “voce” del fiume. Che rende molto chiaramente cosa voglia dire quella massa d'acqua tutta insieme e tutta addosso. Che non sai. E non sai anche perchè mica capita tutti i giorni; mica è come il mare che ti vengono a salvare i bagnini. E non sai cosa fare. Proprio come in mare. Quando le onde, la corrente, che tu se entrato per giocare con i cavalloni e loro cominciano a tirati più forte di quanto tu riesca a nuotare. Secondo: che 'sta città è sempre meno a misura di pedone e tanto meno di ciclista. Altrimenti non si spiegherebbe perchè sono costretto ad addobbarmi come un albero di Natale, in pieno giorno, per tornare sano e salvo a casa. Terzo: mi sa tanto che stavolta provo a remare contro e la rete non la uso per chattare ma per trovare un tutorial (un video, un'istruzione) per la manutenzione (tutta, non solo la gomma) della bici e i trenta-cinquanta-cento euro del riparatore o del Grande Negozio Di Articoli Sportivi me li tengo io e li tiro fuori dal circuito marcio...Magicabula! E me li spendo per una cosa che ancora non so fare, fino a quando non decido di imparare anche quella.. e alla via così.
Certo, così il gioco non è a risultato zero.
Certo, così finisce che ci guadagno io.
Certo, così ci perde il PIL (che invece guadagna con un palazzo costruito nell'alveo di un fiume).
Ma il PIL non è il benessere.
E la fine delle risorse e l'incazzarsi della natura sembrano darmi ragione.

Nessun commento:

Posta un commento