lunedì 18 marzo 2013

Scrivete e spalate..

In tutta sincerità non riesco a capire.
Non riesco a capire, come già scritto, questa sorta di nuova tifoseria che è venuta a nascere appena prima delle elezioni ed inspiegabilmente perdura anche dopo il responso delle urne. Inspiegabilmente perché denigrare, dileggiare irridere l'avversario politico ora a cosa serve? Nè serviva certo prima, ma si sa gli italiani sono tutti un pò allenatori, sicchè.. Serve forse a sfogare l'evidente scorno di non vedere realizzato il proprio sereno sogno governativo? Oppure a preparare le coscienze altrui ad una nuova arena elettorale che sotto sotto ci si aspetta ma pubblicamente non ci si augura. Dietrologia? Retropensiero? Certo è che stiamo qui a discutere di ordini di scuderia che non vengono rispettati quando fino a un anno fa la gente non rispondeva eventualmente alla propria coscienza (ehi! attenzione ho detto coscienza, non è una parolaccia..lo so lo so non eravate abituati) ma ai soldi. Stiamo (con giusta attenzione, si badi) a sottolineare che una tale riunione non si è svolta in diretta streaming. Quando non si sono mai viste dirette streaming finanche nei consigli comunali, figurarsi nelle riunioni di partito. Facendo finta di non sapere che una direzione di partito in diretta streaming abbiamo dovuto aspettare il 2013 per vederla. Non sento uguale calore nel sottolineare quanto di buono si è ispirato nell'altrui modo di fare e gestire la cosa pubblica. O forse ci avevano già pensato.. ma mannaggia non c'era campo-la linea era debole-il Sole era nella terza casa-e i salotti erano tutti a sinistra e il Feng Shui si sa non perdona. Comunque hanno fatto prima gli altri. Ma ci si è scagliati subito a cercare la macchia.. la laurea che non è riconosciuta.. ma fino a ieri si andavano a prendere in Albania e andava tutto bene. O almeno non c'era veemenza nel sottolinearlo. Semmai sarcasmo. Umorismo. Ittiologia comparata. Ma oggi no. Oggi siamo tutti a cercare il fuscello. Siamo tutti a cercare l'autoritarismo. Che se anche fosse dovrebbe essere giudicato rispetto al seguire il dettato di un programma e di una promessa fatta. E non rispetto all'applicazione di quanto tempo prima stabilito. Coerenza è coerenza ma la si può trovare in ogni cosa ed in ogni tempo. Vero questo come il contrario. Dipende molto dallo spirito di chi cerca. Ma detto questo si perde a mio avviso la grande occasione. Ma non, come scritto anche sui muri, di fare le riforme bensì di cogliere tutti quei piccoli e grandi segnali di inefficienza ed incopetenza che una cosa nuova permette di evidenziare. Con facile riferimento a quanto non riescono più a scrivere i giornali. A quanto sono sterili le chiacchiere televisive. A quanto il giornalista ora è costretto a cercare la notizia. A quanto, ad occhio attento, appare evidente che la stessa anche se piccola viene a dismisura gonfiata. Ed attenzione: fare interviste è cosa che non era concessa prima. Le domande spesso erano concordate. E si assisteva a veri e propri proclama in ordine di rappresentaza politica (la "regola del panino" mica l'ho inventata io). Ed ora questo se avviene é senza piaciona collaborazione dell'esponente e dell'eletto. Ma. Ora alla stampa è stato messo il bavaglio. E se invece si riportassero le cose e basta. Se invece si facesse il proprio mestiere. Invece di piangere di rendite di posizione che sono venute a  mancare. Imparare di nuovo un lavoro? Tanto per cambiare. Ma che questo spinga la nostra stampa ad un miglioramento non lo sento compreso.. Non sento uguale veemenza nel difendere tale possibilità.. Sarò io.. Ma tutti giù all'inceneritore!! Che si 'è detto che non si faceva ed allora bugia!! Che non sei figlio di Maria! Ma poi non si cerca la vera storia. Tutto quello che si è provato a fare. Che si prova a fare. In un comune tra i più disastrati economicamente. Nè si racconta di come si cercherà di affamare lo stesso con una differenziata fatta come va fatta. Ma poi siamo lì a guardarli come estranei.. Che mangiano coi dipendenti.. Li dipingiamo come alieni.. Che poi sono compatti agli ordini di un autorità.. Che quindi chissà che succederà.. Che poi si sfaldano come nulla fosse. Ma che vanno a lavoro a piedi, in bici o con l'autobus - che bevono acqua di rubinetto - che si riducono lo stipendio - no. Quello no. Poco folklore. E si sa in copertina ci vanno le belle donne. Che sennò la gente il giornale non lo compra proprio.
In generale ci sarebbe da gioire anche solo di uno che si comportasse in maniera diversa dal passato. Ed allora anche una nuova presidente, peraltro non politica -si rammenti- e neanche prima scelta -ci si indigni e ci si chieda.. voi così attenti- sarebbe occasione di festa insieme. Ma ora mi si dirà che anch'io cerco il fuscello. Che non gioisco. Ed io questo errore non lo faccio. Va bene così. Scrivete e spalate. Cercate e trovate. L'esempio - la tendenza positiva - non dico che siano cose che non vengono giustamente valutate. Si sceglie di non vederle. E si nascondono quando si vedono. Cercate e trovate. E poi tra dieci anni o ringraziate o rimpiangete. Ma non potrete dire che non ci siete entrati.

giovedì 7 marzo 2013

Allo stadio..

Di nuovo qui.
E mi rivolgo a te elettore-tifoso. Sì, perché mai come questa volta ho sentito apostrofare genti in ragione di una loro scelta, peraltro sacrosanta e legittimamente espressa o segreta. Come fossero tifosi della squadra avversaria. Come fossero divenuti col loro esprimere un parere, un opinione, dei ladri stupidi. Ladri di un voto che altrimenti poteva essere espresso in altra direzione. Come se la stessa (direzione) non fosse stata adeguatamente capita, compresa. E allora lo sfottò. Che se non l'hai capito il problema, la situazione, cosa rischia il paese-questo paese-il tuo paese allora sei uno scemo. Uno stupido. Sei uno che pensa solo al biologico alle fotovoltaiche e a cui sfuggono i macroproblemi che solo macropoltrone e macrostipendi possono gestire adeguatamente. E allora lo sfottò. Perché devi essere per forza un poco lungimirante, perché altrimenti lo avresti fatto apposta..  e allora c'è il dolo e sei connivente e sei colpevole e allora se non si esce dal pantano è tutta colpa tua e colpa della tua incapacità di scendere a dialogo. Ma.. con chi? Ah già con i macrostipendi di cui sopra. Con magari anche vivo il ricordo che le macropoltrone erano lì proprio dove sono ora (poltrone inamovibili, inchiavardate) a veder succedere quello che succedeva e a nulla fare. E allora però elettore-tifoso si è indotti a pensare che il ricordo, e giammai il pensiero, non sia concesso. Non sia concesso di gioire di non conoscere in fondo in fondo quanto sia probabile la possibilità di un cambio di casacca. Gioire forse anche della possibilità che questo non avvenga. Gioire in fondo in fondo della possibilità di restarci male. Di prendere la sola. Tuttavia ti invito a riflettere sul fatto che di squadre di calcio non si tratta. E che anche fosse, un campionato con tre - quattro - dieci squadre è forse più divertente di uno con due squadre. Ti invito a riflettere che il poter scegliere è un gran lusso. E sebbene limitato, e parecchio, da una legge che grida vergogna. Il poter decidere in autonomia su tanti simboli per una sola crocetta non è dato in tutti tutti i paesi del mondo e offendere (con uno sfottò - uno sberleffo) questa possibilità o il suo risultato è offendere il diritto-dovere stesso del voto. Che tutto sommato fa piacere a tutti poter esercitare.