martedì 12 agosto 2014

Quello sguardo su di me..

L'altro giorno rientrando a casa in auto ho visto camminare sul marciapiede una bambina ed una signora sui cinquant'anni. La bambina la conoscevo. E conoscevo suo padre. L'altro giorno non mi sono sembrato una bella persona. Conoscevo il padre che ora non c'è più. E più di una volta lo avevo incontrato e più di una volta mi era sembrato che cercasse una amicizia con me. Mi era sembrato che volesse condividere idee pensieri e problemi. Essere amici insomma. O anche semplicemente conoscenti che però condividono. Ora, io, il più delle volte ho un preconcetto sulle amicizie fortemente cercate. Su quelle aperture di cuore che nascono spontanee in alcune persone e che a me spesso vengono proprio difficili. Quei sinceri sorrisi che a volte la gente ti regala e che a me spesso vengono proprio difficili. Il preconcetto è di diffidenza. Il preconcetto è di chiusura. E': "sono contento della tua apertura ma stai a debita distanza e se ci sarà occasione ti cercherò io". L'occasione non ci sarà più. E lo sguardo di quella bambina fisso nel vuoto davanti a lei mentre camminava chissà dove -un supermercato, un inutile giardinetto, una passeggiata- ora me lo porto dentro. Mi lascia un senso di brutto, di rimpianto, di non so spiegare. Mi restituisce un'immagine negativa della mia persona e del mio comportamento. Non avessi riconosciuto (ma chi prendo per il culo? l'ho capito benissimo..) in un'epifania di un istante questo mio limite comportamentale avrei tirato avanti. Invece non è stato così. E diventa occasione di cambiamento. E diventa post per chi si prende la briga di leggerlo e magari condivide il preconcetto e magari da domani come me cerca di non ripetere l'errore. Non sarebbe cambiato nulla. Non avrei salvato il mondo né la persona. Ma da qualche giorno penserei ad altro.

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