mercoledì 20 gennaio 2016

Non un solo giorno invano..

Fai una cosa.
È semplice.
Non ti accontentare. Non ti fermare. 
Falla in apnea 'sta cosa, se ce la fai. E se non ce la fai, fai in modo di riuscirci.
Apnea non è di corsa; è ogni istante gonfio. Gonfio, anche se di riposo.
Decidi cosa ti piace e persegui quell'obiettivo. E se poi non riesci a decidere, prova. Prova tante cose.
Assaggia. Conosci. Studia. Bacia. Fallo adesso. Fallo subito. E poi quel che ti piace verrà incontro a te.
Cammina a piedi scalzi, e tocca l'erba. Abbraccia alberi. Abbracciare alberi fa bene. Proprio la corteccia sulla pelle fa bene.
Odora l'aria.
E se sei di fronte al mare chiedi scusa.
Al cospetto della montagna abbi paura. Abbi rispetto è poco. Abbi paura. Un sentimento sincero, che ti parta da dentro, non dalla testa. Il rispetto parte dalla testa, e non va bene.
Sbaglia.
Sbagliare fa parte del gioco. Sbaglia molto. Se ferisci chiedi scusa.. anzi, fai di più, allevia la sofferenza. Anzi, fai di più, insegna agli altri.
Gli altri..
Ecco.. gli altri. Quelli sì, rispettali. Ed amali. Ed anche se li odi, comprendili. Provaci almeno, e sarà qualcosa che ti renderà ricco. Migliore. Fino a domani. Quando, sempre in apnea, farai altro. E sarai migliore di te oggi.
Ricorda. Perché nel passato, nelle sue pieghe, ci sono le cose più brutte e quelle più belle.
Finora.
E sogna. Per tutto quel che è dietro l'angolo e ti sta aspettando.
Guarda negli occhi una mucca. Carezza un cavallo. Fatti sbavare da un cane e strofina un gatto, se te lo permette.
E poi decidi tu.
In coscienza.
Pianta qualcosa. Qualsiasi cosa. E prenditene cura. E gioisci quando, dopo l'inverno, risorge. 
Impara. 
Dai bambini, dagli anziani, dagli uccelli, dai libri, dal sudore della gente. Dalla fatica.
Impara dalla malattia, e stai attento che di solito non ripete.
Fai questo e fallo ora. Fallo ieri.
Semplicemente non un solo giorno invano.

venerdì 8 gennaio 2016

Il carattere remissivo..


Nuovamente l'occasione la crea la pre-adolescente. E così mi ritrovo a peregrinare nelle diverse, limitrofe, istituzioni scolastiche di secondo grado. Perché Istituti e Licei non piaceva più. Così out. Re-styling quindi, ma il controsoffitto casca sempre. E non lo fa in un modo nuovo. Più fashion. Ma sempre seguendo l'inossidabile legge di gravità.
Dall'alto verso il basso.
Ma tant'è..
Allora trovi il muro scrostato. Il cantiere in corso (che è già buon segno..). Etc, etc.
Tuttavia dopo poco ti assale la consapevolezza che un tale scenario -in alcuni posti più che in altri- non lo puoi avvicinare a quelli di guerra.. che so.. Afganistan o giù di li, se non fosse per l'assedio cui sono sottoposte le truppe. Ecco, in quello il paragone calza a pennello. Truppe sempre con meno risorse e sempre più centellinate.
Passatevi la borraccia ed un sorso a testa. Che gli ufficiali prima di voi han fatto il bagno.
E mi diventa chiaro che se anche ci fosse stato un progetto a tavolino per crescere generazioni di piantine di basilico invece che teste pensanti, questo probabilmente è destinato a fallire.
Forse c'è una possibilità.
Il “forse” ce lo metto perché è tutta italica la capacità di perdere la partita vinta. Ma ho una speranza.
E mi sento di ringraziare proprio il Conto Pubblico e la sua triste miseria. Che ha sparigliato. Imprevisto.
Quindi il corpo insegnante nel mio immaginario si trasforma in quei missionari in Africa che sotto 730 appaiono magicamente sul domestico schermo per via dell' 8x1000.
E poi scompaiono. Ma solo dagli schermi.
Il corpo insegnante che schivando bordate di “scialla” e “stacce prof”, ogni giorno al mattino probabilmente si fa domande che restano senza risposta.
Corpo insegnante che, grazie al movimento longitudinale dell'età pensionabile, diventa sempre più agèe.
Ok.. forse non si rinnova. Forse non prepara le generazioni per le sfide future.
Ma.. un futuro come lo stiamo costruendo ora più che una sfida sembra un'estrema unzione. Quindi una buona istruzione non è che aiuterà molto. Semmai un rosario. Una prece.
Ma.. se invece cediamo ad un insano ottimismo potremmo affermare che l'insegnante medio è, grazie a Dio, figlio non di questa generazione di buffaroli ma di quella precedente; che un po' la fame l'ha vista, se non l'ha fatta. E magari coi soldi altrui, il Paese l'ha pure ricostruito.
E tutta una serie di valori, di esempi, di racconti, di vissuti, può darsi che in minima parte riusciranno a superare gli auricolari, le app, le omogenee plastiche borse.
Magari colpiranno la curiosità di uno su dieci. Forse anche uno su cinque.
E riusciremo a saltare una o due generazioni e tirar su della gente pensante.
Come un carattere remissivo.
Come i capelli biondi.
Che li aveva tuo nonno ed escon fuori a tuo figlio.

giovedì 7 gennaio 2016

La tua faccia fuori dal camerino..

Cerchiamo di capirci,
Il tuo scopo è vendere ed il mio comprare. Il tuo guadagnare il più possibile, il mio pagare il giusto prezzo per un prodotto di qualità (nel senso che si da al termine in Economia, cioè la rispondenza o meno del prodotto alle aspettative attese).
Ora..
Va bene che durante il periodo dei saldi le strade sono invase da fiumane di consumatori che manco i fiumi del Canada durante il periodo della deposizione dei salmonidi.
Va bene che sappiamo tutti, e nessuno fa finta di non sapere, che i saldi sono solo l'occasione di pagare le merci un prezzo più basso giammai equo.
E va bene che non c'è molto tempo, né nazarethiane capacità di dislocazione corporea. Per cui i più scelgono una strada od un quartiere od un centro commmerciale per la mattanza del proprio portafoglio e non hanno modo di confrontare diversi prezzi e/o prodotti.
Ma..
Anche un protozoo capirebbe che:
1- se fai pagare un metro quadro di goretex come mezza caldaia murale (con una resa in termini di calorie sicuramente minore),
2- se magicamente di quasi tutti i prodotti esposti rimangono solo le taglie da XL in su,
3- se accompagni il tutto con una buona dose di tracotanza mista a supponenza manco fossi Alex Honnold che per sbarcare il lunario si è messo a vendere magnesite,
allora probabilmente non hai davanti  il migliore dei futuri possibili.
E tutto sommato plaudo al Bangla aperto 24h che prenderà il tuo posto (con tutto il rispetto possibile per la comunità Bangla che si fa un mazzo tanto).
Del resto anche il più isolato dei monopolisti non può pretendere di vendere una giacca e farci su il guadagno atteso di una intera settimana. Figurarsi ora che se vuoi la stagione dei saldi la fai su internet, in America, e ti costa meno considerate anche le spese di spedizione e di dogana.
Quanto potrai ancora trincerarti dietro l'arroganza di dare un servizio completo e migliore al cliente quando nove volte su dieci spingi semplicemente quello che il rappresentante quella stagione spinge a te?
E poi tutte 'ste migliorie..
Ma siamo sicuri che la tecnologia faccia così drammaticamente passi da gigante nel campo dei calzini termici come in quello dei microprocessori? Salvo poi vedere aziende leader del settore riscoprire (ma va?!) la lana merino (!!!).
A quando il ritorno della maglietta della salute? O, per chi ha fatto il militare, della super-pippo?
Quanto potrai ancora avere facile lancio per le tue invettive sulla globalizzazione da un cartello “qui non si prova per poi comprare su internet”?
Ormai le aziende che internet lo hanno sposato le prove te le fanno fare a casa tua; pacco-prova e stesso pacco, reso.
Zero costi .. solo un po' di attesa.
Ma vuoi metter non trovare la tua faccia saputa fuori dal camerino?