venerdì 8 gennaio 2016

Il carattere remissivo..


Nuovamente l'occasione la crea la pre-adolescente. E così mi ritrovo a peregrinare nelle diverse, limitrofe, istituzioni scolastiche di secondo grado. Perché Istituti e Licei non piaceva più. Così out. Re-styling quindi, ma il controsoffitto casca sempre. E non lo fa in un modo nuovo. Più fashion. Ma sempre seguendo l'inossidabile legge di gravità.
Dall'alto verso il basso.
Ma tant'è..
Allora trovi il muro scrostato. Il cantiere in corso (che è già buon segno..). Etc, etc.
Tuttavia dopo poco ti assale la consapevolezza che un tale scenario -in alcuni posti più che in altri- non lo puoi avvicinare a quelli di guerra.. che so.. Afganistan o giù di li, se non fosse per l'assedio cui sono sottoposte le truppe. Ecco, in quello il paragone calza a pennello. Truppe sempre con meno risorse e sempre più centellinate.
Passatevi la borraccia ed un sorso a testa. Che gli ufficiali prima di voi han fatto il bagno.
E mi diventa chiaro che se anche ci fosse stato un progetto a tavolino per crescere generazioni di piantine di basilico invece che teste pensanti, questo probabilmente è destinato a fallire.
Forse c'è una possibilità.
Il “forse” ce lo metto perché è tutta italica la capacità di perdere la partita vinta. Ma ho una speranza.
E mi sento di ringraziare proprio il Conto Pubblico e la sua triste miseria. Che ha sparigliato. Imprevisto.
Quindi il corpo insegnante nel mio immaginario si trasforma in quei missionari in Africa che sotto 730 appaiono magicamente sul domestico schermo per via dell' 8x1000.
E poi scompaiono. Ma solo dagli schermi.
Il corpo insegnante che schivando bordate di “scialla” e “stacce prof”, ogni giorno al mattino probabilmente si fa domande che restano senza risposta.
Corpo insegnante che, grazie al movimento longitudinale dell'età pensionabile, diventa sempre più agèe.
Ok.. forse non si rinnova. Forse non prepara le generazioni per le sfide future.
Ma.. un futuro come lo stiamo costruendo ora più che una sfida sembra un'estrema unzione. Quindi una buona istruzione non è che aiuterà molto. Semmai un rosario. Una prece.
Ma.. se invece cediamo ad un insano ottimismo potremmo affermare che l'insegnante medio è, grazie a Dio, figlio non di questa generazione di buffaroli ma di quella precedente; che un po' la fame l'ha vista, se non l'ha fatta. E magari coi soldi altrui, il Paese l'ha pure ricostruito.
E tutta una serie di valori, di esempi, di racconti, di vissuti, può darsi che in minima parte riusciranno a superare gli auricolari, le app, le omogenee plastiche borse.
Magari colpiranno la curiosità di uno su dieci. Forse anche uno su cinque.
E riusciremo a saltare una o due generazioni e tirar su della gente pensante.
Come un carattere remissivo.
Come i capelli biondi.
Che li aveva tuo nonno ed escon fuori a tuo figlio.

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